Amianto - Comune di Seriate (BG)

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Bandi e convenzioni

Grazie alla "Convenzione 2016/2019" con la ditta AT srl di Rogno (Bg), stipulata a seguito della deliberazione di Giunta comunale n. 115 del 6 luglio 2015, con la finalità di incentivare la  rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto nei fabbricati di Seriate in attuazione all'art. 7 bis della L.R. n. 14 del 31 luglio 2012, sette fabbricati di Seriate sono stati bonificati. La convenzione è scaduta il 04 aprile 2019.

Bando amianto 2019 per privati e PMI - Regione Lombardia 
I privati e le piccole medie imprese che vogliono eliminare l'amianto presente nelle loro strutture possono finalmente contare su agevolazioni private a fondo perduto. Nel 2018 Bando Amianto ha attivato 3 sessioni di bando offrendo incentivi a fondo perduto in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Le agevolazioni di BandoAmianto hanno permesso la rimozione di oltre 100.000 mq di amianto, favorendo decine di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza ambientale mediante interventi di bonifica dall'amianto e dall'eternit e installazione di pannelli fotovoltaici. Nel 2019 si riparte ancora con la Lombardia per poi toccare altre regioni italiane.

 Amianto

L'amianto è un materiale naturale che grazie alle sue proprietà chimico-fisiche (resistenza al calore e alla trazione, possibilità di essere filato e a basso costo) è stato ampiamente utilizzato in edilizia fino a circa quindici anni fa, quando ne è stata vietata l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione per la sua pericolosità per la salute umana (Legge 27 marzo 1992, n° 257 “Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto”).

Molti edifici, anche a Seriate, hanno il tetto costituito da lastre ondulate di colore grigio, materiale meglio noto come “eternit” o “cemento-amianto” o “fibrocemento”, perché costituito da cemento e da una ridotta percentuale di amianto, che può arrivare al dodici per cento.
Molto più raramente, specie in abitazioni molto vecchie, l’amianto può essere presente anche nelle guarnizioni delle caldaie, nell'isolamento termico delle tubazioni del riscaldamento, nelle canne fumarie e simili.
La presenza di tetti in amianto negli edifici non costituisce però di per sé un rischio, perché la dispersione di fibre nell’aria - che è il fattore di rischio - da queste strutture è pressoché inesistente quando il loro stato di conservazione è buono. L’elemento più importante da considerare nella valutazione del rischio è rappresentato dalla friabilità dei materiali.
L’amianto detto “friabile” si può ridurre in polvere con la semplice pressione delle mani ed è il più pericoloso; veniva utilizzato ad esempio per coibentazioni di impianti di riscaldamento, guarnizioni di caldaie, isolamenti termici, ecc.
L’amianto “compatto” può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l’ausilio di attrezzi meccanici; era solitamente usato per coperture in cemento-amianto, canne fumarie ecc.
Attualmente la normativa in materia non stabilisce alcun obbligo di rimozione delle coperture in cemento-amianto, se non in caso di degrado tale da comportare un rischio inaccettabile per la salute pubblica; la situazione di rischio deve essere quindi dimostrata quindi mediante analisi quantitativa delle fibre di amianto disperse nell’aria.
La normativa prevede invece alcuni obblighi specifici per i proprietari degli immobili che devono:
- accertare la presenza dell’amianto nell'edificio, attraverso un tecnico competente (possibilmente un coordinatore amianto abilitato ai sensi di legge (articolo 10 comma 1 lettera h della Legge 257/1992); l’accertamento della presenza di amianto deve essere eseguito ai sensi del Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 “Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'articolo 6, comma 3, e dell'articolo 12, comma 2, della legge 257/1992”;
- comunicare i dati relativi alla presenza negli edifici di materiali contenenti amianto floccato o in matrice friabile all’ASL competente territorialmente, che ne annoterà la comunicazione su un apposito registro informatizzato; la legge regionale 17/2003 ha esteso l'obbligo anche ai manufatti in cemento-amianto;
- una volta accertata la presenza di amianto in un edificio, devono valutare lo stato di conservazione e attuare un programma di controllo e manutenzione nel tempo al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti.

Tale programma implica:
- la designazione della figura del responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto;
- la conservazione di idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto;
- il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, di interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa determinare la manomissione dei materiali contenenti amianto;
- la verifica periodica delle condizioni per mantenere la messa in sicurezza dei materiali contenenti amianto e prevenire il rilascio e la dispersione di fibre nell’aria;
- l’intervento in caso di rilascio di fibre nell’aria;
- nel caso siano in opera materiali friabili, l’ispezione dell’edificio almeno una volta all’anno da parte di personale in grado di valutare le condizioni del materiale, con redazione di rapporto corredato da documentazione fotografica.

In Lombardia la legge regionale di riferimento è la l.r. del 29 settembre 2003 n. 17 "Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto", recentemente modificata e integrata dalla legge regionale 31 luglio 2012, n. 14.
A seguito di questa modifica normativa, tutti i soggetti pubblici e i privati proprietari di edifici, impianti o luoghi nei quali vi è presenza di amianto o di materiali contenenti amianto, sono tenuti a comunicarne la presenza all’ASL competente per territorio (qualora non già effettuato). La mancata comunicazione comporta, a carico dei soggetti proprietari pubblici e privati inadempienti, l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 100,00 a € 1.500,00.
Per ulteriori informazioni: ASL della provincia di Bergamo - servizi prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (psal) e igiene e sanita’ pubblica – Ambito 3 via Mazzini, 13, Trescore Balneario. Referenti: Giulio Lacavalla : 035/ 955454; Nadia Busca: 035/955415.

Sulla base della l.r. 17/2003 è stato elaborato il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL), approvato con D.G.R. VIII/1526 del 22.12.05 e pubblicato sul BURL n. 3 - 2° supplemento straordinario del 17 gennaio 2006.

La legge regionale 13 marzo 2012 - n. 4 "Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico – edilizia" ha inoltre introdotto all'articolo 11 forme di incentivazione per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto presente nelle costruzioni.

La direzione generale dell'ASL Lombardia, con nota prot. 38941 del 1° aprile 2015 , ha fornito alcune importanti precisazioni sul PRAL; in particolare non sussiste alcun obbligo generalizzato di eliminare l'amianto dal territorio regionale entro il 31 dicembre 2015. L'obiettivo fissato nel PRAL è da considerarsi un obiettivo strategico tendenziale

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